GENOVA, 25 MAGGIO: SI PARLA DI LOTTA ALLA MAFIA, CON CLAUDIO FAVA
Sono le ore 17:50 di una giornata calda e soleggiata quando – presso la piazzetta intitolata alla memoria del giornalista Mauro Rostagno, ucciso dalla mafia il 26 settembre 1988 – si tiene un’iniziativa, a dire il vero molto partecipata, sulle «Politiche di prevenzione contro le mafie».
Ad organizzarla è la lista elettorale “A Sinistra”, composta da esponenti di Articolo Uno-Movimento Democratico e Progressista e dai giovani di Genova che Osa, ex appartenenti alla defunta Rete a Sinistra; ospite d’onore è l’onorevole Claudio Fava, figlio del giornalista Giuseppe ucciso dalla criminalità organizzata il 5 gennaio 1984 a Catania.
Dopo una breva introduzione, la parola passa al Fava; costui, nel corso del suo lungo ed articolato intervento, loda la Giunta comunale uscente per i risultati ottenuti nella sua lotta contro la criminalità organizzata: novantasei beni confiscati – molti dei quali sono stati tolti alla famiglia che fa capo a Benito Canfarotta – di cui undici resi alla comunità.
A seguire il microfono passa a Gianni Crivello, candidato sindaco della coalizione che raggruppa il Partito Democristiano ed i maggiordomi dello stesso: questi, prima di abbandonare l’assise per recarsi ad un incontro con l’Anpi, ringrazia per il riconoscimento del lavoro svolto e si impegna a proseguirlo.
Chi scrive ha una perplessità: si domanda cioé cosa mai possa entrarci l’azione del governo cittadino con la confisca dei beni alla mafia: questa è un’attività che coinvolge le forze dell’ordine e la Magistratura, non la politica; se invece si vuole parlare di contrasto della ludopatia, allora è un altro discorso.
A seguire prendono la parola, nell’ordine: Giulia De Luca, candidata al Municipio I Centro Est; Davide Ghio, candidato al Municipio II Centro Ovest, esperto di beni confiscati; Elena Fiorini, assessore uscente alla Legalità.
Costoro continuano – così come peraltro fa anche il Fava nel corso delle sue repliche – a parlare del loro impegno nella lotta alla mafia; si tratta delle solite dichiarazioni di intenti alle quali poi non seguono quasi mai atti materiali volti a combattere efficacemente questo cancro della società.
Ma d’altronde nel sistema capitalista non c’è modo di sconfiggere definitivamente la criminalità organizzata: per stroncare questa presenza occorre la società socialista – dove non esistono interessi privati, e tutti lavorano per la collettività – che rappresenta un sistema infinitamente superiore a quello che attualmente, e momentaneamente, domina l’intero pianeta.
Genova, 26 maggio 2017
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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